Dai semenzai alle arnie, dai laboratori creativi alle attività con le scuole: Historie to be(e) continua il suo percorso di agricoltura e apicoltura sociale, offrendo alle persone coinvolte nuove opportunità di apprendimento, inclusione lavorativa e crescita personale. Un progetto che unisce sostenibilità ambientale, formazione e relazioni, dimostrando come la cura dell’ambiente possa diventare anche uno strumento concreto di inclusione sociale.
Dall'orto al paesaggio: la formazione in agricoltura
Quando si parla di agricoltura sociale, si pensa spesso soltanto alla coltivazione di ortaggi. In realtà, uno degli aspetti più interessanti di questo progetto è proprio la sua capacità di mostrare quanti volti diversi possa avere il rapporto con la natura.
Negli ultimi mesi, grazie alla collaborazione con Marika Miglioranzo e Alessandra Wenter, i partecipanti hanno progettato e realizzato una struttura vivente in salice: un vero e proprio gazebo naturale costruito utilizzando elementi vegetali. Un’attività che ha permesso di scoprire come il verde possa diventare non solo produzione agricola, ma anche progettazione del paesaggio, creazione di spazi condivisi e valorizzazione dell’ambiente.
Sempre all’interno del percorso formativo sono state sperimentate le tecniche di antotipia e cianotipia, processi creativi basati sulla fotosensibilità e sulla capacità di alcune sostanze naturali di reagire alla luce. Un modo originale per avvicinarsi ai temi della biodiversità e della sostenibilità attraverso l’arte e la sperimentazione.
Queste attività rappresentano un importante tassello del percorso di formazione in agricoltura, perché permettono di sviluppare competenze pratiche, creatività e capacità di osservazione, ampliando lo sguardo sul significato stesso del lavoro agricolo.
Semi, trapianti e raccolti: l'orto Everel entra nel vivo
Sul campo adiacente all’azienda Everel Group, che con il suo sostegno ha contribuito a rendere possibile il progetto, le attività agricole sono proseguite a pieno ritmo insieme a Davide Cornacchini.
Sono stati realizzati semenzai di lattuga, coste, sedano, radicchio frastagliato, pomodori, spinaci, zucche e basilico. I partecipanti hanno appreso nuove tecniche di semina e sperimentato direttamente la coltivazione di scalogno, rucola e ravanelli.
Con il passare delle settimane, il lavoro svolto ha iniziato a dare i suoi frutti. Radicchio, insalata, piselli, spinaci, bieta da taglio e cicoria sono stati trapiantati nell’orto e parte delle colture è già entrata nella fase di raccolta.
Accanto alle attività produttive sono stati realizzati anche i camminamenti attorno agli alberi messi a dimora nei mesi precedenti insieme a Miglioranzo Garden, contribuendo a creare uno spazio verde sempre più organizzato, accogliente e funzionale per le persone e per gli insetti impollinatori.
Un’esperienza che mostra concretamente come l‘agricoltura inclusiva possa trasformarsi in un’opportunità di apprendimento, collaborazione e crescita personale.
Api, miele e nuove scoperte: prende forma il percorso di apicoltura sociale
Anche il progetto di apicoltura sociale ha vissuto mesi particolarmente intensi.
Accompagnati dall’apicoltore Luca Campagnari, i beneficiari hanno approfondito diversi aspetti legati al mondo delle api, partecipando a una visita formativa presso la sua azienda apistica a Castelnuovo del Garda. Qui hanno potuto osservare da vicino un contesto professionale dedicato alla produzione di miele artigianale, entrando in contatto con le attività quotidiane di gestione dell’apiario.
Durante il percorso di formazione in apicoltura si è parlato del nutrimento delle api, dei prodotti dell’alveare, della cristallizzazione del miele, delle diverse varietà di miele e degli strumenti utilizzati dall’apicoltore. Successivamente l’attenzione si è spostata sulle malattie delle api, con particolare riferimento alla varroa, e sulle modalità corrette di allestimento dell’apiario.
Prima ancora dell’arrivo delle api, i partecipanti si sono occupati personalmente della costruzione dei supporti destinati ad accogliere le arnie, contribuendo alla preparazione dell’intero spazio. Poi è arrivato il momento più atteso: l’inserimento di tre nuclei nelle arnie del progetto. Oggi i beneficiari stanno imparando a prendersi cura delle api, acquisendo familiarità con attrezzature, procedure e buone pratiche. Un’esperienza che dimostra come api e inclusione sociale possano incontrarsi all’interno di percorsi capaci di generare competenze, responsabilità e nuove opportunità.
Inclusione lavorativa e autonomia: il valore che resta
Historie to be(e) non è soltanto un progetto dedicato all’ambiente. È soprattutto un percorso che mette al centro le persone. Le attività di agricoltura sociale e apicoltura sociale stanno contribuendo allo sviluppo di competenze tecniche, relazionali e organizzative che possono rivelarsi preziose anche nel mondo del lavoro. Il progetto promuove infatti l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità attraverso esperienze concrete, responsabilizzanti e fortemente partecipative.
Con il passare dei mesi, i beneficiari affrontano le attività con maggiore autonomia e sicurezza, acquisendo competenze legate alla coltivazione delle piante, alla cura delle api, al lavoro di squadra e alla gestione delle attività quotidiane. Molti di loro riconoscono il valore di quanto stanno imparando e immaginano di poter utilizzare queste conoscenze anche in contesti futuri.
È proprio qui che si coglie il significato più profondo di questi percorsi di autonomia per persone con disabilità: non si tratta soltanto di imparare un’attività pratica, ma di acquisire fiducia nelle proprie capacità, sentirsi valorizzati e scoprire nuove possibilità per il proprio futuro.
Tra orti, api, formazione e relazioni, Historie to be(e) continua così a costruire opportunità di crescita, promuovendo ogni giorno inclusione sociale, sostenibilità sociale e attenzione per l’ambiente.
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